Alessandro Mendini

“Io invento e assieme copio, perché nel panteismo dell’enorme via Lattea delle merci, tutto quello che posso pensare già esiste: l’importante è che sia originale il mio modo di falsificare”

Alessandro Mendini nasce a Milano nel 1931 e qui si laurea, in architettura è tra i più apprezzati designer contemporanei, protagonista fin dagli anni 70’ del rinnovo della produzione Made in Italy. Parallelamente, ha avviato la sua straordinaria carriera progettuale affiancando il fratello Francesco con cui ha fondato, nel 1989, l’Atelier Mendini che lo ha visto collaborare con aziende come Zanotta, Alessi, Swatch, Philips, Venni, Bisazza e Cartier. Come architetto, ha firmato il Museo Groninger (1988-1994, 2010), le fabbriche Alessi e il Forum-Museum di Omegna (1996), il Teatrino della Bicchieraia ad Arezzo (1998), la ristrutturazione urbanistica del quartiere Maghetti a Lugano (1998), il rinnovo della Stazione Termini a Roma (1999), il restauro della Villa Comunale (1999) e di tre stazioni della Metropolitana a Napoli (2000), la nuova Fiera e la nuova sede della Triennale di Milano a Incheon, in Corea del Sud (2008-2009). Alessandro Mendini ne era convinto, il design ha una funzione di critica sociale: «deve scuotere, deve indurre a fare domande, deve contenere sempre un tentativo di magia»

Attraverso le parole di Fulvio Irace: Visti nel loro insieme, mobili e architetture, disegni, decori e parole di Mendini trasudano questo tipo di Sehnsucht che la critica letteraria ha attribuito storicamente alla sensibilità romantica: un desiderio mai soddisfatto, unito all’aspirazione a una comunione con la natura e con il mondo di tipo percettivo ed esistenziale, più che politico o sociale. Uno sguardo malinconico che proietta sulla realtà una visione crepuscolare e autobiografica che alimenta un personale, silenzioso culto della memoria.»

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