« Chi desidera filosofare, dubitando all’inizio di tutte le cose, non assuma alcuna passione in un dibattito prima di aver ascoltato le parti in contrasto e dopo aver bene considerato e confrontato il pro e il contro, giudichi e prenda posizione non per sentito dire, secondo le opinioni dei più, l’età, i meriti e il prestigio, ma sulla base della persuasività di una dottrina organica e aderente alla luce della ragione. Parole e dicerie non giovano alla sapienza e alla bontà più che all’ignoranza e all’iniquità. Dalla semplicità delle parole emergono verità e conoscenza; della loro ridondanza si compiacciono indolenza e furbizia; dalla loro varietà, accompagnata da interessata cupidigia, sgorga la vanità. »

Giordano Bruno, “Il triplice minimo e la misura”

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