sostantivo maschile
Abituale e viziosa inerzia, per lo più dovuta a neghittosità, infingardaggine, scarso senso del dovere: stare in o.; poltrire, languire nell’o; consumare la vita nell’ozio. Il termine ozio genericamente si riferisce a ciò che caratterizza un lasso di tempo, più o meno lungo, durante il quale, occasionalmente o abitualmente, per carattere, per libera scelta o per costrizione, non si svolga nessuna attività particolarmente profittevole.
Nella teologia morale l’ozio viene considerato come una trascuratezza dei propri doveri, la cui gravità dipende dall’importanza di ciò che non è stato fatto.