Odio

odio/ò·dio/sostantivo maschile

  1. 1. Risoluta ostilità, che implica di solito un atteggiamento istintivo di condanna associato a rifiuto, ripugnanza verso qualcosa, oppure un costante desiderio di nuocere a qualcuno: avere in o. le chiacchiere, i convenevoli, le cerimonie; l’o. del male; o. cieco, bestiale, feroce, accanito, mortale, implacabile; parole, sguardi pieni di odio.
  2. 2. CONCR.Quanto ne rappresenta l’oggetto.”avevo due anni… e già un odio: la minestra, tutte le minestre”

Spesso chi odia si sente in diritto di infrangere la legge pur di punire la persona odiata perché sente di agire “per giustizia” o comunque ritiene che l’eccezione sia valida per salvaguardare la propria persona. Una persona equilibrata non traduce sentimenti minori in odio.

L’odio è un sentimento umano che si esprime in una forte avversione o una profonda antipatia. Si differenzia pertanto dall’antipatia, dall’invidia, dalla semplice avversione o da altre forme di giudizio negativo perché in queste manca la volontà di comminare una punizione all’oggetto odiato.

A differenza dell’amore, l’odio non è necessariamente preceduto dalla volontà d’espressione: può, infatti, essere causato per costrizione, proprio malgrado.

Viene inoltre considerato comunemente in contrapposizione all’amore; di fatto i due sentimenti possono essere accostati per l’intensità e l’impeto. Come sentimento intermezzo tra i due troviamo, privo sia di punti positivi che negativi, l’indifferenza.

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